Costantinopoli

SU UN’EVENTUALE PARTECIPAZIONE DI ALCUNI MEMBRI DELLA FAMIGLIA LANGOSCO ALLA DIFESA DI COSTANTINOPOLI IN OCCASIONE DELL’ASSEDIO E DELLA CONQUISTA DI QUESTA CITTÀ PER MANO DEI TURCHI (29-05-1453) –  di Paolo Langosco

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“Fall of Constantinople” di Jose Daniel Cabrera Peña

Come riferirò di seguito, esiste una forte possibilità che uno o forse due membri della famiglia Langosco abbiano partecipato e siano probabilmente morti nella difesa di Costantinopoli in occasione dell’assedio e della presa di quella città perpetrata da Maometto II nel 1453. Questa possibilità si basa su alcuni documenti che qui elenco.

(a) Lettera inviata al pontefice Nicolò quinto da Leonardo di Chio arcivescovo di Mitilene (Lesbo) riportante la relazione dell’assedio e della caduta di Costantinopoli come pubblicata da A. Pertusi nella sua opera “La Caduta di Costantinopoli” (2 voll.) pubblicata nel 1976 dalla Fondazione Lorenzo Valla – Mondadori editore e basata sul confronto di varie antiche edizioni della stessa lettera come indicato a pag. 121 della stessa opera.
In quest’opera, a pag. 150 riga 300 si elencano le varie posizioni dei difensori delle mura della città ed in particolare si riferisce:
“Hieronymus Italianus, Leonardus de Langasco, Genuenses, cum multis sociis Chsyloportam et turres, quas Anemadas vocant impensis cardinalis reparatas, spectabant.”
Inoltre, a pag. 151 si riporta la seguente traduzione a fronte:
“Girolamo Italiano e Leonardo di Langasco, ambedue genovesi, assieme a molti loro commilitoni, tenevano la difesa della Xyloporta e delle torri dette Anemadi, che erano state rimesse in sesto a spese del cardinale.”
Nella stessa opera, sempre a pag. 150, si riporta una nota riferentesi al rigo 300: in cui si elencano le varianti del nome presenti nei vari codici indicati. a pag. 121:
“Langasco, Langasto, Languasco.”

(b) Altra copia della stessa lettera ricevuta su CD da Massimo Langosco senza indicazione della provenienza. Si tratta quasi sicuramente di: Ven. Marc. lat. XIV 218 (n. 4677), sec. XV, ff. 46v-68v.
Anche qui, dopo aver elencato le posizioni dei vari difensori, si riporta a pag. 320:
“Hieronymus Italianus, Leonardus de Langasco Genuensis, cum multis socijs, Chsiloportã, & turres, quas Aueniadas uocant, impensis Cardinalis reparatas, spectabant.” Quindi un testo molto simile al precedente.

(c) L’opera di Steven Runciman “Gli ultimi Giorni di Costantinopoli”, Ed. PIEMME, Casale Monferrato, 1997. Titolo originale: “The Fall of Constantinople 1453”, Cambridge University Press, 1965.
Riporta a pag. 112 il seguente testo:
“Questi veneziani offrirono i propri servigi perché si trovavano a Costantinopoli quando la guerra iniziò ed erano troppo onesti ed orgogliosi per fuggire; ma ci furono dei genovesi che, vergognandosi della pavidità del loro governo, vennero spontaneamente dall’Italia per combattere per la cristianità, come Maurizio Cattaneo, i due fratelli Giordano e Lionardo di Langasco e i tre fratelli Bocchiardo, Paolo, Antonio e Troilo, che equipaggiarono e portarono a loro spese una piccola compagnia di soldati.”
Inoltre a pag. 123, riferisce:
“Il 5 aprile, i difensori si disposero nelle posizioni loro assegnate dall’imperatore [segue lista delle varie posizioni]; i fratelli Langasco con l’arcivescovo Leonardo (di Chio) presero posizione dietro il fossato che si gettava nel Corno d’Oro.”
Purtroppo il Runciman non dice da quale documento esattamente egli derivi le informazioni surriportate.

 

Si possono avanzare i seguenti commenti:

Nei documenti suindicati ci si riferisce innanzitutto ad un Hieronymus Italianus” tradotto come “Girolamo Italiano”. Non è chiaro se quell’ “Italiano” faccia parte del nome o se sia un cognome o magari un soprannome. Per quanto riguarda il secondo nome: Leonardus de Langasco”, si può opinare se il predicato sia da considerarsi come cognome o come un riferimento al luogo d’origine e soprattutto se si riferisca solo a Leonardo od anche a Hieronymus; quindi non è sicuro che si tratti di fratelli.

Per quanto riguarda il cognome “de Langasco”, esiste una frazione così denominata e facente parte del comune di Campomorone, sita sulle colline sopra Genova, ma potrebbe anche molto facilmente essere un errore dello stesso vescovo di Chio che, al momento della redazione della lettera al Papa, ripete ad orecchio il nome recepito nella confusione di quei giorni terribili, o più probabilmente, potrebbe trattarsi di un successivo errore di trascrizione; a questo proposito vedasi l’elenco delle varianti presenti in vari altri codici ed elencate più in alto: “Langasco, Langasto, Languasco.” che si sia prodotta qualche confusione nel passaggio da un codice all’altro è molto possibile.

Quanto poi al Runciman, egli fa riferimento per ben due volte a due fratelli chiamati Giordano (e non Girolamo) e Lionardo di Langasco, mentre tralascia completamente il cognome (o soprannome che sia) di “Italiano”.

Inoltre, sempre sul Runciman, si aggiunge che “i due fratelli Giordano e Lionardo di Langasco e i tre fratelli Bocchiardo, Paolo, Antonio e Troilo, equipaggiarono e portarono a loro spese una piccola compagnia di soldati”, ma non è chiaro se a questa spesa concorsero insieme i due gruppi di fratelli (Langasco e Bocchiardo) o se furono solo i secondi.

Purtroppo però (come già accennato) il Runciman non spiega da dove abbia derivato le sue informazioni che si presentano alquanto diverse da quelle della lettera del vescovo di Chio, infatti il primo nome è Giordano anziché Girolamo, manca l’attributo “Italiano” e si dichiara esplicitamente e per ben due volte, che si tratta di due fratelli.

Concludendo sembrerebbe abbastanza sicura la partecipazione alla difesa di Costantinopoli nel 1453, per lo meno di un Leonardo di Langosco e forse anche di un suo fratello di nome Girolamo, o forse Giordano. Di questi personaggi, in mancanza di altre notizie, dobbiamo supporre la scomparsa nel turbine dell’ultimo assalto e della strage successiva; un destino simile a quello dello stesso imperatore Costantino anche lui scomparso nella lotta succeduta all’ultimo sfondamento turco.
A proposito di questi personaggi resta solo da aggiungere che purtroppo nessun riferimento ho potuto reperire nelle poche carte di famiglia in mio possesso ed in particolare nell’albero genealogico del Guasco.