{"id":2013,"date":"2020-05-08T17:25:30","date_gmt":"2020-05-08T15:25:30","guid":{"rendered":"http:\/\/langosco.it\/?page_id=2013"},"modified":"2020-05-14T14:29:39","modified_gmt":"2020-05-14T12:29:39","slug":"nota-gualfredo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/langosco.it\/?p=2013","title":{"rendered":"Personaggio: Gualfredo"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/goffredo-di-langosco_%28Dizionario-Biografico%29\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Gualfredo<\/a><\/strong>, podest\u00e0 di Firenze, di Vercelli e di Milano, morto in battaglia ad Angera nel 1276, tentando di rimettere Ottone Visconti in possesso di Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;&#8211; <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"69\" data-permalink=\"https:\/\/langosco.it\/?attachment_id=69\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/langosco.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/stemma-langosco-di1-thumb.png?fit=105%2C120&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"105,120\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"stemma-langosco-di1-thumb\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/langosco.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/stemma-langosco-di1-thumb.png?fit=105%2C120&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/langosco.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/stemma-langosco-di1-thumb.png?fit=105%2C120&amp;ssl=1\" class=\"alignnone wp-image-69\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/langosco.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/stemma-langosco-di1-thumb.png?resize=10%2C11\" alt=\"stemma-langosco-di1-thumb\" width=\"10\" height=\"11\"  data-recalc-dims=\"1\"> &#8212;&#8211;<\/p>\n<h4 class=\"section\">da Treccani: Dizionario Biografico degli Italiani &#8211; Volume 63 (2004)<\/h4>\n<p>di <b>Giancarlo Andenna<\/b><\/p>\n<p><strong>LANGOSCO<\/strong>, <span class=\"sc\">Goffredo<\/span> di. &#8211; Conte palatino di Lomello, nacque probabilmente qualche anno dopo il 1200 da Rufino (II), conte palatino di Lomello del ramo di Langosco; ebbe un fratello pi\u00f9 giovane, di nome Riccardo.<\/p>\n<p>La famiglia dei conti palatini di Lomello, testimoniata a Pavia a partire dalla fine del X secolo, nel 1174, con la separazione del patrimonio avito effettuata dai conti Goffredo (I) e Rufino (I), zio e nipote, si era divisa in due discendenze, dette rispettivamente di Sparvaria e di Langosco. Le due denominazioni erano legate alle due localit\u00e0 della Lomellina in cui si ergevano i pi\u00f9 importanti castelli, toccati in sorte ai due conti. Il legame con l&#8217;imperatore era tradizionale entro l&#8217;ambito familiare; infatti il 19 febbr. 1219, alla corte di re Federico II, che in quel momento si trovava a Spira, si presentarono il conte Rufino (II) e suo cugino Enrico &#8211; ma il provvedimento avrebbe potuto interessare anche i loro figli &#8211; per chiedere la conferma di un precedente precetto imperiale. Il re concesse il diploma con il quale si assicuravano ai Langosco e ai loro discendenti i diritti signorili e quelli connessi alla carica di conte palatino, come la possibilit\u00e0 di presiedere le assemblee giudiziarie in assenza del sovrano, di nominare i notai, di legittimare i figli avuti fuori dal matrimonio e la facolt\u00e0 di portare la spada regia durante le cerimonie.<\/p>\n<p>La prima notizia riguardo al L., lo presenta come podest\u00e0 di Bergamo nel 1234. Il 7 febbr. 1238 risulta testimone con il marchese Bonifacio II di Monferrato e con un marchese di Saluzzo a un atto compiuto dal vicario imperiale di Lombardia, Wertiguer, in favore del canonico regolare Enrico, preposito della fondazione ecclesiastica di S. Maria di Vezzolano, a cui fu restituita la giurisdizione sul luogo di Albugnano, che un tempo era appartenuta all&#8217;ente ecclesiastico. Da Rufino (II), che fu podest\u00e0 di Vercelli nel 1235, il L. acquis\u00ec due esperienze professionali indispensabili per un <em>miles<\/em> di alto rango: la capacit\u00e0 di esercitare la professione podestarile alla guida delle citt\u00e0 dell&#8217;Italia centrosettentrionale e il mestiere delle armi. Con questa educazione egli divenne ben presto un uomo di Federico II, a cui il sovrano pot\u00e9 affidare importanti incarichi politici durante gli anni di lotta contro il Papato.<\/p>\n<p>Dopo la vittoria di Cortenuova (novembre 1237), l&#8217;imperatore aveva inviato in Toscana il suo stretto collaboratore Pandolfo Fasanella con il compito di creare e mantenere un quadro politico favorevole all&#8217;Impero. Inoltre nel 1238 Federico II si era accordato con il Comune di Firenze in modo da riservarsi il diritto di conferma del podest\u00e0 di quella citt\u00e0 in cambio del riconoscimento della piena giurisdizione dei Fiorentini sul contado e del diritto di conio. Proprio in base a questi accordi, nel 1242 il Comune di Firenze attribu\u00ec al L. la carica di podest\u00e0 per un anno ed egli svolse un&#8217;azione filoimperiale, sostenuta dal vicario imperiale sulla Toscana, Fasanella, che aveva ottenuto l&#8217;ufficio nel 1241, e da Enzo, figlio naturale di Federico II.<\/p>\n<p>In veste di podest\u00e0, il L. dovette intervenire pi\u00f9 volte per sedare gli scontri tra le fazioni entro la citt\u00e0, che in quegli anni si ripetevano con puntuale frequenza.<\/p>\n<p>Uguale incarico di podest\u00e0 egli ricopr\u00ec nel 1250 a Vercelli, sostituendo il congiunto Enrico conte di Lomello, che aveva ricoperto l&#8217;ufficio politico nell&#8217;anno precedente. I conti in quel frangente erano ancora strettamente legati a Federico II ed erano schierati con Pietro Bicchieri, che aveva strappato la citt\u00e0 nel 1248 a Gregorio da Montelongo, legato papale in Lombardia, all&#8217;arcivescovo di Milano, Leone da Perego, e agli Avogadro.<\/p>\n<p>Proprio in questi anni di dominio sul Vercellese del partito federiciano, il L. dovette occupare, per finanziare le operazioni di guerra, l&#8217;importante grangia cistercense di Gazzo, propriet\u00e0 del monastero di Lucedio, giacch\u00e9 i monaci nel giugno 1248 denunciarono l&#8217;intromissione del conte nei loro affari. Un uguale atteggiamento fu tenuto dal L. nei confronti delle propriet\u00e0 dello stesso cenobio in territorio pavese, poich\u00e9 nel luglio 1249 il podest\u00e0 di Pavia gli intim\u00f2 di non molestare le terre e gli introiti dei monaci bianchi di Lucedio. I rapporti della grande abbazia cistercense con la famiglia del L. erano anche di natura spirituale, poich\u00e9 il <em>Libro del capitolo di S. Maria di Lucedio<\/em> registra proprio negli anni Quaranta del XIII secolo un&#8217;associazione ai benefici religiosi dell&#8217;Ordine di C\u00eeteaux per due donne vicine al L., cio\u00e8 la moglie Beatrice (di cui si ignora il casato) e la sorella Rufina.<\/p>\n<p>Dopo la morte di Federico II, il L. ader\u00ec subito alle iniziative di re Corrado IV e fu al suo seguito a Cremona nel tardo autunno 1251, quando fu organizzata una spedizione verso l&#8217;Italia meridionale. Purtroppo mancano le fonti per ricostruire le imprese del L. nel ventennio successivo e pertanto non sappiamo se egli fece parte della feudalit\u00e0 settentrionale che nel 1266 fu sconfitta con Manfredi da Carlo I d&#8217;Angi\u00f2 nella battaglia di Benevento e se segu\u00ec la sfortunata impresa di Corradino (1268).<\/p>\n<p>Nell&#8217;ottobre 1271 alcuni documenti, editi da Winkelmann, lo presentano come podest\u00e0 della &#8220;parte estrinseca&#8221;, ossia dei fuorusciti di Milano, perseguitati dai Torriani, in quanto legati al partito imperiale. Risulta importante sottolineare che questo gruppo di nobili dissidenti &#8211; a cui aderivano, oltre ai conti di Lomello, anche i Pusterla e i Burro e che aveva stretti legami con il marchese Guglielmo VII di Monferrato, con Giacomo Tabernerio, con Uberto di Andito e Buoso da Dovara, capitano degli estrinseci di Cremona &#8211; si era organizzato in un&#8217;istituzione strutturata e guidata da un potere centrale, la podesteria della <em>pars extrinseca<\/em>, che fu affidata a un uomo esperto di vita politica e di guerre come il Langosco.<\/p>\n<p>In questa veste egli aveva ordinato nell&#8217;estate 1271 a Guglielmo da Pusterla e a Guglielmo Burro di recarsi in Spagna, nella Murcia, insieme con il marchese Guglielmo VII di Monferrato, per promettere piena <em>fidelitas<\/em> al re dei Romani, Alfonso X di Castiglia. A Murcia il 4 ottobre i due aderenti alla parte estrinseca milanese, dopo aver giurato fedelt\u00e0, chiesero aiuto al sovrano, che avrebbe dovuto inviare un esercito capace di organizzare la riscossa contro i Torriani e il loro partito. In effetti il re, il 22 ott. 1271, scrisse al Comune di Pavia, citt\u00e0 controllata in quel momento dai conti di Lomello, per assicurare ai suoi fedeli italiani che avrebbe ben presto inviato in Lombardia un vicario, una schiera di <em>milites<\/em> a cavallo e numerosi balestrieri, per iniziare a combattere contro i guelfi.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 nella primavera 1273 alcune centinaia di cavalieri castigliani sbarcarono a Genova, insieme con un contingente di balestrieri, e si misero agli ordini del marchese e di Buoso da Dovara. Alla fine dell&#8217;anno i Tornielli di Novara conquistarono la loro citt\u00e0, strappandola a Francesco Della Torre, e nel 1275 i ghibellini vi posero come podest\u00e0 uno stretto congiunto del L., il conte Enrico di Cerreto di Lomello. Le speranze dei fuorusciti in quel momento erano aumentate, tanto che nel febbraio essi, guidati dal marchese di Monferrato, conquistarono Castelletto di Cuggiono, Pombia e tentarono di impadronirsi di Vigevano, riuscendo a penetrare e a tenere con forza il borgo, mentre i Torriani si rinchiudevano nella rocca. Il podest\u00e0 di Milano allora usc\u00ec con l&#8217;esercito e fece allontanare Guglielmo VII con le sue truppe, mentre i Castigliani con i Pavesi e i conti di Langosco costringevano il castello milanese di Galliate ad arrendersi. Intanto il marchese abbandonava temporaneamente la lotta, anche perch\u00e9 nell&#8217;estate papa Gregorio X, che parteggiava per gli Angioini e per i Torriani, convinse Alfonso X, con cui si era incontrato a Beaucaire, nei pressi di Avignone, ad abbandonare i fuorusciti lombardi.<\/p>\n<p>Da quel momento i Torriani riconquistarono le fortezze e i borghi che avevano perso nei mesi precedenti. Le ostilit\u00e0, interrotte nel dicembre 1275, ripresero nel marzo 1276, quando i ghibellini attaccarono con successo Lachiarella e altri villaggi del Lodigiano. Essi, che erano stati abbandonati da Guglielmo VII, vollero darsi un capitano e pertanto si recarono a Pavia e offrirono la carica al L. che accett\u00f2 di buon grado. Giulini afferma che i proscritti milanesi, per convincere il conte, gli promisero la signoria della loro citt\u00e0, qualora egli avesse saputo conquistarla. Il L. fece subito venire dalla Liguria un contingente di balestrieri e un\u00ec i cavalieri castigliani con i <em>milites <\/em>lombardi fuoriusciti e occup\u00f2 Angera, Arona e numerosi castelli dell&#8217;Ossola, le cui popolazioni parteggiavano per i Visconti e sostenevano l&#8217;arcivescovo di Milano, Ottone. Successivamente il L. si spinse nel comitato del Seprio e con un colpo di mano si impadron\u00ec della poderosa fortezza di Castelseprio. Napoleone e Cassone Della Torre allora uscirono da Milano con numerosi cavalieri tedeschi, inviati in loro aiuto da Rodolfo d&#8217;Asburgo, il nuovo re dei Romani, appoggiato dal pontefice, e rioccuparono la terra e la rocca di Angera, appartenente, come Arona, all&#8217;arcivescovo di Milano. Il L., informato che i suoi fedeli si erano rinchiusi nella fortezza di Arona e che in essa erano assediati, decise di accorrere in loro soccorso, abbandonando temporaneamente il Seprio. La sorte volle che i due eserciti dei Torriani e dei fuorusciti guidati dal L. si incontrassero casualmente al guado del torrente Guassa, nelle vicinanze di Arona.<\/p>\n<p>Durante la battaglia, combattuta nell&#8217;estate del 1276, il cavallo del conte si impantan\u00f2 e il L. fu disarcionato e fatto prigioniero con altri 35 cavalieri viscontei. Rivelata la sua identit\u00e0 a Napoleone Della Torre, venne immediatamente ucciso con un colpo di lancia.<\/p>\n<p>I suoi cavalieri fuggirono dal campo e si rinchiusero nella citt\u00e0 di Novara, mentre i Torriani a Gallarate decidevano di decapitare tutti i <em>milites <\/em>fatti prigionieri, fra cui Tebaldo Visconti, nipote dell&#8217;arcivescovo Ottone e padre di Matteo.<\/p>\n<p><span class=\"sc\">Fonti e Bibl<\/span>.: Milano, Biblioteca Ambrosiana, <em>Mss.<\/em>, H.230 inf.: <em>Il Libro del capitolo del monastero di S. Maria di Lucedio<\/em>, c. 108v; Torino, Arch. dell&#8217;Ordine Mauriziano, <em>Abbazia di Lucedio<\/em>, <em>Scritture diverse<\/em>, 3, n. 139, 26 giugno 1248; Arch. di Stato di Torino, <em>Ospedale della Carit\u00e0<\/em>, <em>Abbazia di Lucedio<\/em>, 3, n. 20, 31 luglio 1249; Stefanardus de Vicomercato, <em>Liber de gestis in civitate Mediolani<\/em>, a cura di G. Calligaris, in <em>Rer. Ital. Script.<\/em>, 2\u00aa ed., IX, 1, pp. 53-58; <em>Historia diplomatica Friderici II<\/em>, a cura di J.-L.-A. Huillard-Br\u00e9holles, I, 2, Parisiis 1852, pp. 595-606; E. Winkelmann, <em>Acta Imperii inedita\u2026<\/em>, Innsbruck 1880, p. 465; <em>Codex diplomaticus Cremonae<\/em>, a cura di L. Astegiano, I, in <em>Historiae patriae monumenta<\/em>, XXI, Augustae Taurinorum 1895, pp. 352 s. n. 923;<em> Cartario dei monasteri di Grazzano, Crea, Vezzolano e Pontestura<\/em>, a cura di C. Durando, Pinerolo 1908, n. 43 p. 88; G. Giulini, <em>Memorie spettanti alla storia, al governo ed alla descrizione della citt\u00e0 e campagna di Milano nei secoli bassi<\/em>, Milano 1855, IV, pp. 623-625, 629 s.; VIII, pp. 292, 300, 311; G. Biscaro,<em> I conti di Lomello<\/em>, in <em>Arch. stor. lombardo<\/em>, XXXIII (1906), 2, p. 382; E. Nasalli Rocca, <em>Vescovi, citt\u00e0 signori nell&#8217;Oltrep\u00f2 pavese<\/em>, <em>ibid.<\/em>, LX (1933), pp. 435 s.; G. Bascap\u00e8,<em> I conti palatini del Regno italico e la citt\u00e0 di Pavia dal Comune alla Signoria<\/em>, <em>ibid.<\/em>, LXII (1935), pp. 347, 349, 351; M. Ohlig, <em>Studien zum Beamtentum Friedrichs II. in Reichsitalien von 1237-1250 unter besonderer Ber\u00fccksichtigung der s\u00fcditalienischen Beamten<\/em>, Kleinheubach a.M. 1936, p. 126; G. Franceschini, <em>La vita sociale e politica nel Duecento<\/em>, in <em>Storia di Milano<\/em>, IV, <em>Dalle lotte contro il Barbarossa al primo signore (1152-1310)<\/em>, Milano 1954, p. 327; E. Voltmer, <em>Personaggi attorno all&#8217;imperatore: consiglieri e militari, collaboratori e nemici di Federico II<\/em>, in<em> Politica e cultura nell&#8217;Italia di Federico II<\/em>, Pisa 1986, pp. 84 s.; O. Guyotjeannin, <em>I podest\u00e0 imperiali nell&#8217;Italia centro settentrionale (1237-1250)<\/em>, in <em>Federico II e le citt\u00e0 italiane<\/em>, a cura di P. Toubert &#8211; A. Paravicini Bagliani, Palermo 1994, p. 120; M. Fossati &#8211; A. Ceresatto, <em>La Lombardia alla ricerca di uno Stato<\/em>, in <em>Storia d&#8217;Italia<\/em> (UTET), VI,<em> Comuni e signorie nell&#8217;Italia settentrionale: la Lombardia<\/em>, a cura di G. Andenna <em>et al<\/em>., Torino 1998, p. 498; G. Andenna, <em>Grandi casati e signorie feudali tra Sesia e Ticino dall&#8217;et\u00e0 comunale a quella sforzesca<\/em>, in <em>Insediamenti medievali tra Sesia e Ticino. Problemi istituzionali e sociali (secoli XII-XV)<\/em>. <em>Atti del Convegno\u2026 1998<\/em>, a cura di G. Andenna, Novara 1999, pp. 36 s.; G. Battioni, <em>Osservazioni sul reclutamento e la circolazione di podest\u00e0 bergamaschi in et\u00e0 comunale\u2026<\/em>, in <em>I podest\u00e0 dell&#8217;Italia comunale<\/em>, I,<em> Reclutamento e circolazione degli ufficiali forestieri (fine XII secolo &#8211; met\u00e0 XIV secolo)<\/em>, a cura di J.-C. Maire Vigueur, Roma 2000, I, p. 125; A. Zorzi, <em>I rettori di Firenze. Reclutamento, flussi, scambi (1193-1313)<\/em>, <em>ibid<\/em>., pp. 519, 522; P. Grillo, <em>Milano in et\u00e0 comunale (1183-1276). Istituzioni, societ\u00e0, economia<\/em>, Spoleto 2001, p. 672.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gualfredo, podest\u00e0 di Firenze, di Vercelli e di Milano, morto in battaglia ad Angera nel 1276, tentando di rimettere Ottone Visconti in possesso di Milano. &#8212;&#8211; &#8212;&#8211; da Treccani: Dizionario Biografico degli Italiani &#8211; Volume 63 (2004) di Giancarlo Andenna LANGOSCO, Goffredo di. &#8211; Conte palatino di Lomello, nacque probabilmente qualche anno dopo il 1200 da Rufino (II), conte palatino di Lomello del ramo di Langosco; ebbe un fratello pi\u00f9&hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"layouts\/page-fullwidth.php","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":[]},"categories":[14,20],"tags":[],"class_list":["post-2013","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-personaggi","category-xiii"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p6ZQY0-wt","jetpack-related-posts":[{"id":2002,"url":"https:\/\/langosco.it\/?p=2002","url_meta":{"origin":2013,"position":0},"title":"Personaggio: Gandolfo da Lomello","date":"Maggio 8, 2020","format":false,"excerpt":"Gandolfo da Lomello, capostipide della famiglia Lomellini venuto a Genova nel 1102, sposato alla figlia di Guglielmo Embriachi e poi stabilitosi a Pegli. Nota: Si ipotizza che i Lomellini, assunti a primario rilievo nella storia della Repubblica di Genova a partire dal XII secolo, siano una gemmazione della famiglia, il\u2026","rel":"","context":"In &quot;Personaggi&quot;","img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":103,"url":"https:\/\/langosco.it\/?p=103","url_meta":{"origin":2013,"position":1},"title":"Stemma","date":"Ottobre 20, 2015","format":false,"excerpt":"Scudo: troncato di rosso e di azzurro. Le rappresentazioni pi\u00f9 moderne usano i colori rosso sopra ed azzurro sotto. Esistono anche versioni antiche con i colori invertiti (vedi per esempio in basso lo stemma dei conti di Mede). Quale sia la versione originale \u00e8 ignoto. Cimiero: la giustizia vestita di\u2026","rel":"","context":"In &quot;Araldica&quot;","img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/langosco.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Stemma-Lomellini.png?resize=350%2C200&ssl=1","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":1492,"url":"https:\/\/langosco.it\/?p=1492","url_meta":{"origin":2013,"position":2},"title":"Araldica dei conti palatini di Lomello: tratto da &#8220;Medioevo&#8221;","date":"Giugno 11, 2016","format":false,"excerpt":"Articolo sullo stemma: Araldica dei conti palatini di Lomello tratto da MEDIOEVO Gennaio 2016 \u2013 autore: Niccol\u00f2 Orsini De Marzo","rel":"","context":"In &quot;Araldica&quot;","img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":369,"url":"https:\/\/langosco.it\/?p=369","url_meta":{"origin":2013,"position":3},"title":"Origine del Cognome","date":"Dicembre 12, 2015","format":false,"excerpt":"Da note di Paolo Langosco. \"La formazione del cognome non \u00e8 chiara: probabilmente nell\u2019undicesimo secolo ed all\u2019inizio del dodicesimo in questa come in altre famiglie non esisteva un vero cognome, le persone erano identificate con un nome ed un titolo col suo predicato (es.: Ruffino conte di Langosco). Ora, poich\u00e9\u2026","rel":"","context":"In &quot;Storia&quot;","img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":2040,"url":"https:\/\/langosco.it\/?p=2040","url_meta":{"origin":2013,"position":4},"title":"Personaggio: Ottone I di Lomello","date":"Maggio 8, 2020","format":false,"excerpt":"Ottone: Tra i figli di Cuniberto si distingue Ottone (i) (atti dal 999 al 1025), nominato nel dicembre del 999 conte di Pavia e conte di Palazzo da Ottone III imperatore ed erede dal padre del titolo di conte di Lomello; e che, come protospatario imperiale, fu presente nel 1000\u2026","rel":"","context":"In &quot;Personaggi&quot;","img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":1482,"url":"https:\/\/langosco.it\/?p=1482","url_meta":{"origin":2013,"position":5},"title":"Sulla carica di conte palatino","date":"Giugno 11, 2016","format":false,"excerpt":"SULLA CARICA DI CONTE PALATINO Ogni citazione riporta il n\u00b0 dell\u2019opera citata nella bibliografia ed il n\u00b0 della pagina. Esempio: 5\/9 significa: opera n\u00b05 (\u201cI conti palatini ecc.\u201d Bascap\u00e9, 1936), pagina n\u00b0 9. I testi tra parentesi quadre e in corsivo sono miei. 25\/voce Mallo (o Pl\u00e0cito). Nelle fonti barbariche,\u2026","rel":"","context":"In &quot;Conte Palatino&quot;","img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/langosco.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Ottone-III-coronazione.jpg?fit=450%2C542&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/langosco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2013","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/langosco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/langosco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/langosco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/langosco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2013"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/langosco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2013\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2014,"href":"https:\/\/langosco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2013\/revisions\/2014"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/langosco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2013"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/langosco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2013"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/langosco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2013"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}